Acclimatazione Escursionismo

Altitudine comporta una serie di sintomi lievi e transitori (battito caridaco accelerato, frequanza respiratoria, difficoltà a dormire) con conseguente riduzione  della efficienza fisica.

Le cause sono dovute alla ipossia, riduzione della pressione dell’ossigeno presente nell’atmosfera in quota, con conseguente riduzione di aria che respiriamo.

La permanenza a tali condizioni comporta dopo alcuni giorni, un adattamento fisiologico del nostro organismo, pertanto saremo meno affaticati non avremo più eventuali problemi di insonnia e potremo  muoverci più a lungo.Dopo circa un mese di permanenza in quota, i  globuli rossi aumentano, con l’emoglobina che rilascerà più velocemente ossigeno ai tessuti periferici.A questo punto il nostro fisico di sarà acclimatato.

Diversa la situazione se ci rechiamo in quota un giorno, per un escursione, logicamente il nostro fisico non avrà il tempo per adattarsi; infatti una esposizione di poche ore non permette all’organismo di mettere in atto modificazioni fisiologiche su esposte.

Cercare di migliorare le prestazioni a questo punto è possibile solo mettendo in atto il giusto allenamento.

Il significato dell’allenamento si traduce nella pratica finalizzata al miglioramento della capacità di prestazione e di capacità specifiche, basata sul progressivo aumento di durata e intensità del carico di lavoro e sulla ricezione dei movimenti.

I 3 principi alla base dell’allenamento sono :

-intensità (stabilita sulla base di una valutazione preliminare e incrementata progressivamente);

-specificità (l’effetto dell’allenamento si evidenza solo sulla funzione allenata);

-reversibilità (una volta che viene smesso l’allenamento si ha una perdita progressiva dell’effetto).