Il mal di montagna questo sconisciuto

Non tutti forse sanno che non esiste solamente il mal d’auto o il mal d’aereo, ma che esiste anche il mal di montagna.

Il mal di montagna, detto anche malattia da altitudine, è il termine utilizzato per definire disturbi che insorgono quando l’organismo di una persona non si adatta alle nuove altitudini.
Più si sale in montagna infatti, più diminuisce la pressione parziale di ossigeno nell’aria che viene inspirata. Ciò è ancora più evidente dopo i 3000 metri di altitudine.

Il corpo per adattarsi alle nuove condizioni tende ad aumentare sia il ritmo cardiaco, sia la velocità del respiro. Per alcune persone però questo adattamento può essere complesso ed è allora che compaiono alcuni sintomi come mal di testa, nausea, inappetenza, vertigini, spossatezza e insonnia. Spesso i sintomi aumentano con l’aumentare dell’altitudine e dell’attività fisica effettuata. Solitamente i sintomi tendono a regredire fino a scomparire: basta far riposare il fisico ed aiutarlo ad adattarsi. Esiste però anche una complicazione sera che è l’edema polmonare acuto e che provoca insufficienza respiratoria per presenza di liquido nei polmoni.
In questo caso insorgono tachicardia, tosse forte, cianosi, prostrazione e necessità di un soccorso medico tempestivo.

Per prevenire il mal di montagna è bene innanzitutto raggiungere la meta prestabilita gradualmente, in modo da dare al fisico il tempo di adattarsi. È bene inoltre affrontare un percorso in montagna per il quale si è allenati, limitare il consumo di alcolici e non assumere sonniferi. Se i sintomi non regrediscono, è meglio scendere di quota.

Il mal di montagna è diffuso tra i bambini piccoli: per questo si sconsigliano soggiorni al di sopra dei 1600 metri di altezza durante il primo anno di vita. Deve prestare attenzione e consultarsi con un medico anche chi presenta problemi polmonari e cardiaci.

Sul mal di montagna si stanno facendo molte ricerche, per capirne le insorgenze, ma soprattutto per individuare possibili cure, anche preventive. O.N.E PROJECT RESEARCH è uno di questi progetti e si è incentrato sulla possibilità di contrastare i malesseri collegati alle attività in montagna con tecniche respiratorie specifiche.

L’innovazione della ricerca sta nell’aver cercato una soluzione al problema degli alpinisti nelle profondità del mare e delle apnee. Sembra infatti che le tecniche respiratorie utilizzare nelle apnee in profondità possano offrire notevoli vantaggi al corpo, utili per affrontare anche la salita in alta quota. Le sperimentazioni previste dal progetto prevedono l’allenamento respiratorio durante l’avvicinamento alle montagne in programma, il monitoraggio dei parametri fisici con strumenti medici.

Le prime sperimentazioni del progetto si terranno sul Monte Rosa dal 2 al 5 agosto 2018. Si andrà poi in Argentina con la salita dell’Aconcagua, a gennaio 2019 e come ultimo in Nepal sull’Everest ad agosto 2019. Sarà coinvolto nella sperimentazione un gruppo definito di “non atleti” e due medici.